Racconto della missione Burkina Faso
24 febbraio - 3 marzo 2011
A fine febbraio ci siamo recati in Burkina Faso, nella regione orientale di Fada N’Gourma, con l’idea di compiere una missione tecnica nell’ambito del “progetto acqua” di Anemon, per la realizzazione di pozzi per l’acqua potabile e orti, attivo in questo paese dal 2008 in collaborazione con Novara Center onlus e Ocades come partner locale.
Al nostro arrivo all’aereoporto di Ouagadougou, la sera del 24 febbraio, ci aspetta l’Abbè Prosper Kiema, responsabile esecutivo di Ocades (Organisation catholique pour le dèveloppement et la solidaritè) nella diocesi di Fada N’Gourma. L’abbè Prosper, oltre ad essere uomo di chiesa, ha una grande esperienza nella realizzazione dei pozzi, infatti, a Fada
n’Gourma, Ocades è dotata di mezzi e personale specializzato per la trivellazione, tanto da essere diventata l’impresa di riferimento dell’area. Questa capacità è stata acquisita grazie alla collaborazione di un’altra organizzazione italiana, Movimento Shalom di San Miniato, che dal 1997 si è impegnata nella donazione di attrezzature e nella formazione del personale.

Il giorno seguente raggiungiamo la città di Fada, a 250 km circa ad est della capitale lungo la strada nazionale che porta in Niger. Lasciata Ouagadougou e passati i villaggi in muratura che fiancheggiano la strada in uscita dalla città, il paesaggio è diventato ben presto quello della savana arida con poca vegetazione, tra la quale spiccano i maestosi baobab spogli e altri rari alberi dalle grandi chiome verdissime. Lungo la strada incrociamo grandi camion sovraccarichi diretti o provenienti dai confinanti Ghana, Benin,…
Pochissime automobili e qualche piccolo bus sovraffollato dividono la strada con motorini, biciclette, asini e pedoni; al bordo della strada vediamo soprattutto tanta gente e tante donne che trasportano sui loro capi con un equilibrio superbo grandi contenitori e merci di ogni tipo. Tutti si muovono per trasportare i grandi bidoni di plastica gialla dell’ acqua potabile; percorrono anche diversi chilometri a piedi o con mezzi di ogni tipo per raggiungere il fortunato villaggio dotato di pozzo.

Arriviamo a Fada e nel pomeriggio visitiamo il primo pozzo: è nella scuola per bambini con difetti uditivi. Grazie alla presenza del pozzo i 15 bambini ospitati nella scuola, possono avere l’acqua potabile. I bambini ci danno il benvenuto con il linguaggio dei gesti e gli insegnanti ci mostrano la piccola scuola. Condividono con noi l’importanza del loro impegno, che permette ai bambini di imparare a leggere e scrivere, togliendoli dalla situazione nei loro dei villaggi originari dove il loro difetto li condannerebbe ad una sicura emarginazione. Ci spiegano le loro difficoltà per sostenere il mantenimento dei bambini e a noi viene subito in mente che potremmo contribuire con un progetto di adozione a distanza.
La mattina seguente partiamo presto per la visita ai villaggi dove sono stati realizzati i pozzi; ci accompagnano oltre all’abbè Prosper, Charle ed Hervè, due degli animatori di Ocades; gli animatori sono giovani formati da Ocades per il supporto allo sviluppo in vari settori, parlano la lingua del villaggio e sostengono nella soluzione dei problemi delle comunità.
Raggiungiamo Pienyéri – Matiacoali, nell’estremo est della regione. L’accoglienza festosa e al tempo stesso solenne che ci aspetta, ci coglie impreparati; tutto il villaggio si raduna intorno al pozzo e ci mostra con orgoglio l’acqua che sgorga quando due donne azionano la pompa; visitiamo anche il vicino orto dove il villaggio coltiva vari tipi di ortaggi. Sotto il grande albero del villaggio gli anziani ci danno il benvenuto e ci ringraziano per il grande dono del pozzo: grazie ad esso ben 800 persone ora possono bere acqua potabile, lavarsi e dare da bere agli animali, oltre che coltivare. Circondati da donne dai vestiti colorati e da una moltitudine di bambini incuriositi, manifestiamo la nostra gioia nell’essere lì e ci rendiamo conto dell’importanza di quanto è stato realizzato. Dai rappresentanti del villaggio riceviamo doni di ogni genere, vestiti e utensili da cucina dalle donne e addirittura una capra, che ci danno la misura
della generosità ed estrema dignità di queste persone, nonostante la situazione di povertà.
Lasciamo Pienyéri con molta emozione e sulla strada del ritorno visitiamo il pozzo di Tambiga – Namoungou. Il villaggio intorno al pozzo è molto esteso e le persone che accorrono al nostro arrivo sono moltissime. Anche qui dopo la cerimonia di accoglienza, discutiamo con i rappresentanti del villaggio il sistema di gestione del pozzo: un gruppo di donne si occupa della pulizia e della piccola manutenzione e tutti contribuiscono a mettere da parte un fondo per le riparazioni più importanti, anche se i pozzi sono attrezzati con pompe manuali molto robuste che difficilmente subiscono guasti.
La domenica partiamo molto presto per la visita al villaggio di Tchiapandi – Diapaga, a oltre 250km da Fada, sempre verso Est, ai confini con il Benin. Il viaggio è di per sé una grande emozione e ci offre la possibilità di osservare la bellezza dei paesaggi e la vita di questa regione rurale, costellata di piccoli villaggi dalle case costruite con mattoni di fango e piccoli granai di paglia, capre e pecore che vagano anche sulla strada ed i carretti pieni di bidoni gialli trainati dagli asini che ci indicano che nelle vicinanze c’è un pozzo. Lungo il viaggio vediamo grandi pozze d’acqua ormai quasi prosciugate per il tempo trascorso dalla stagione delle piogge, al cui contorno spiccano piccoli verdissimi appezzamenti coltivati.
Tchiapandi è veramente sperduto nella savana, in alcuni tratti la pista si perde tra gli arbusti e si fa veramente fatica a seguirla. Arriviamo dopo circa 3 ore di viaggio. Vistiamo subito il grande orto realizzato con il sostegno del progetto Acqua di Anemon, dove viene coltivata la canna da zucchero, oltre alle banane ed agli ortaggi.
Alcuni bambini che vedendoci, scoppiano a piangere spaventati, ci danno l’idea di come da queste parti le visite di stranieri non devono essere frequenti. L’accoglienza calorosa ci emoziona, la discussione con i rappresentanti del villaggio è aperta ed interessante.
Ci viene spiegato che il pozzo è molto utilizzato anche da altri villaggi vicini e dalla gente di passaggio verso il Benin, quindi l’acqua di questo pozzo non è sufficiente a coprire i fabbisogni di tutti. Secondo il Ministero ci dovrebbe essere un pozzo per ogni 300 abitanti circa; la realtà è che ogni pozzo è usufruito da circa 1000 persone. Partiamo anche da Tchiapandi con gli immancabili doni in natura e la benedizione da parte degli anziani per riprendere la nostra via.
Sulla strada del ritorno ci fermiamo a Kantonari dove l’esuberante Pere Congo ci fa visitare il “Centre de recuperation nutritionelle”: un progetto promosso da abbè Prosper che vuole dare ospitalità ai bambini mal nutriti dei villaggi potendo ospitare anche le madri fino a quando il bambino non viene completamente ristabilito.
A questo centro, appena aperto, afferiscono già 7 bambini ed è operativo un ambulatorio pediatrico che cura e fornisce assistenza a molti bambini. Pere Congo ci invita a inviare vestiti, giocattoli per i suoi bambini e ogni cosa qui pare essere necessaria. Di fianco c’è il pozzo che permette di coltivare un orto enorme, che servirà da insegnamento per le madri che vivranno nel centro per apprendere come coltivare e nutrire meglio i propri figli; le stesse donne potranno qui imparare a cucire, perciò pere Congo ci chiede se abbiamo delle vecchie macchine da cucire.
Il lunedì ci muoviamo verso Nord, nella regione di Bogandè. A Nord si entra nella regione del Sahel, ancora più secca e spoglia. Facciamo una tappa al villaggio di Kongaye. Qui ci aspettano per farci vedere la costruzione dei “cordonnes pierreux”, finanziati nel 2010 da Anemon, cordoli formati da ciottoli di pietra alti 20-30 centimetri, costruiti sotto la direzione tecnica dei nostri amici di Ocades, con la partecipazione di tutto il villaggio. Ci sono lì intorno 30-40 ettari di terreni coltivati grazie a questa semplice tecnica, che permette di ridurre il dilavamento del suolo durante la stagione delle piogge, preservandone la fertilità.
Arrivati Kotcha, il capo villaggio è in abiti elegantissimi su di un cavallo addobbato ed un gruppo di musicisti e danzatori ci accoglie. Si radunano dapprima pochi anziani, ma nel giro di breve tempo siamo attorniati da centinaia di persone, tantissimi bambini. Il ringraziamento per la realizzazione del pozzo arriva dai rappresentanti delle diverse etnie e religioni: qui convivono pacificamente gourmantchés e mossi assieme ai nomadi peul, ormai stabiliti nel villaggio, di religione cattolica, mussulmana e animisti.
Il rituale di accoglienza si ripete, adesso anche per noi è familiare e ci sentiamo perfettamente a nostro agio seduti in cerchio sotto l’ombra del grande albero che ci protegge dal sole africano. Le donne sono molto eleganti con i vestiti del giorno di festa e ci spiegano le regole che si sono date per l’utilizzo del pozzo. L’ultimo giorno visitiamo un villaggio più vicino a Fada, Djaberjuma; è un villaggi agricolo più sviluppato, dove vediamo anche un vecchio trattore per coltivare, qui la terra è più fertile. hanno in programma di impiantare una coltivazione di manghi e incrementare le coltivazioni, ma l’acqua non è mai sufficiente. Però le donne ci dicono che, da quando c’è il pozzo, sono diminuite le malattie, specie dei bambini e la loro sicurezza alimentare è aumentata.
Tornati alla sede di Ocades a Fada facciamo il punto sulla nostra missione. L’Abbè Prosper ci consegna la documentazione tecnica relativa ai pozzi e agli altri progetti finanziati da Anemon e stiliamo una lista delle necessità più urgenti e dei futuri progetti:
- Molti villaggi non dispongono ancora di un pozzo di acqua potabile e Ocades ha già ricevuto più di 30 domande domande per la realizzazione
- Per la ricerca dell’acqua viene utilizzata una indagine geoelettrica il cui costo incide sul costo totale del pozzo. Riteniamo possibile acquistare una attrezzatura usata da fornire ad Ocades e fornire una formazione per il suo utilizzo
- Ocades ha in progetto la realizzazione di una fattoria su un terreno già disponibile che funzionerà da scuola per le tecniche di allevamento e coltivazione. È necessaria la realizzazione di un pozzo con pompa elettrica e serbatoio d’acqua
- progetto per l’adozione a distanza dei bambini della scuola di Fada con problemi uditivi ed eventuale assistenza medica.
Tornati nella capitale e aspettando il giorno successivo per la nostra partenza per l’Italia visitiamo Festpaco, il Festival del cinema africano che ha sede a Ouagadougou e che costituisce un vivacissimo ed interessante momento di incontro culturale che attira ad ogni edizione l’attenzione internazionale e in occasione del quale si riversano in questa città visitatori, espositori e cineasti da ogni parte dell’Africa.
Lasciamo il Burkina con una gran voglia di tornarci al più presto e l’impegno a continuare a sostenere i progetti anche sicuri poter contare sulla solida ed efficace organizzazione di Ocades.
Carlo, Cristiana e Georgios.